Angela Merkel vince per la quarta volta le elezioni in Germania, pur subendo con la Cdu un comprensibile calo di consensi.....

Angela Merkel vince per la quarta volta le elezioni in Germania, pur subendo con la Cdu un comprensibile calo di consensi. È un record assoluto per un' Europa segnata dalla crisi e dai populismi, che anche il risultato di forze xenofobe dimostra tutto altro che archiviati e sempre pronti a raccogliere le paure di questo nuovo secolo. Un milione di immigrati integrati nel 2015 inevitabilmente avrebbero avuto "un costo elettorale". Il risultato della Merkel che non ha precedenti e' frutto di un lungo lavoro di risanamento economico e di ricostruzione sociale in un Paese in cui milioni di persone pagano ancora mensilmente la tassa sociale di soldarieta' per aiutare i c.d. ultimi ed i costi della ricostruzione. La riunificazione tedesca e' stato ed è il lavoro straordinario di un grande Paese che ha messo insieme politiche economiche efficaci ma anche una grande riforma dell'università con una nuova generazione di docenti che qualcuno già dieci anni fa defini' la nuova intelligencia "senza il muro in testa" ed oggi alimenta un fermento culturale ed un'anima sociale di straordinaria vivacita'. La Merkel avrà come alleati i Verdi tedeschi. Una forza politica che ha saputo ben interpretare l'evoluzione di una sinistra riformista che guarda in maniera moderna ai temi dell'ambiente e dello sviluppo. Ha soppiantato di fatto una socialdemocrazia che resiste ancora e sempre meno nei numeri ma che è ormai solo figlia delle nostalgie del passato. La Merkel con i Verdi tedeschi non sappiamo se sara' un'alleanza innaturale, ma fa bene certo avere un partito alleato che dichiara come primo punto per l'intesa politica la progressiva decarbonizzazione del sistema industriale tedesco. Sarà una grande sfida anche per loro, ma la Germania ci ha abituati a scelte coraggiose. Tocchera' alla Germania oggi guidare e rilanciare anche il processo di integrazione europea. La crescita economica ed il surplus commerciale di quel Paese a poco servono in un'Europa di macerie.
Questo fine settimana viene "dimissionato" anche il revisore dei conti del Vaticano, Milone, che oggi sulla stampa fa denunce specifiche di ammanchi nei bilanci e spese non documentate. Si sarà fermato ancora una volta il processo di riforma di Papa Francesco?. 
Insomma non è stata una domenica qualunque.
Buona settimana a tutti

 

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