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Interpellanza urgente quotazione Poste

 

Il sottoscritto, chiede di interpellare il Ministro dell' Economia e delle Finanze,

per sapere

 - premesso che:

e' notizia recente che l'amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio, avendo depositato il mese scorso domanda di ammissione per la quotazione con contestuale richiesta a CONSOB di autorizzazione del prospetto informativo, lancerà a metà ottobre l'offerta di azioni di Poste Italiane per la quotazione in Borsa, preparando così il debutto a Piazza Affari entro i primi giorni di novembre. Secondo stime accreditate, il valore complessivo del gruppo Poste Italiane si aggira tra i 6 e gli 11 miliardi di euro e sul mercato pare arriverà  fino al 40% del capitale per un valore complessivo compreso tra i 2,4 e i 4,4 miliardi di euro direttamente nelle casse dello Stato. Il gruppo Poste Italiane ha chiuso l'esercizio 2014 con un fatturato di oltre 29 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 26 miliardi del 2013. Essendosi però l'utile netto ridotto in un anno di circa il 79%, passando da più di 1miliardo di euro a 212 milioni, lo stesso amministratore delegato nei mesi scorsi avrebbe ipotizzato un piano di ristrutturazione che, per non far perdere redditività al gruppo, prevedrebbe una serie di restrizioni tra cui l'aumento delle tariffe, la consegna della corrispondenza a giorni alterni sul 25% del territorio nazionale, la soppressione di 455 piccoli sportelli, un taglio al personale per 3.500 unità sfruttando anche pensionamenti e prepensionamenti. Giova ricordare però che Poste Italiane rappresenta un unicum nel panorama economico nazionale: un’infrastruttura sociale e amministrativa che assicura il servizio postale universale, il principale gruppo logistico italiano, gruppo di servizi di gestione del risparmio e assicurativi nonché servizi universali di pagamento a cittadini e imprese. Spesso, inoltre, costituisce sportello della PA, e di frequente in molte località, l'unico, così come rilevantissimo risulta essere il patrimonio immobiliare e tecnologico accumulato. La quotazione in borsa potrebbe portare alla riduzione dei servizi nelle zone rurali e marginali favorendone lo spopolamento o un consistente aumento dei prezzi dei servizi.

 - quale contributo concreto intende dare il  Ministero e quali specifici impegni abbia deciso di intraprendere o intraprenderà alla luce di tali considerazioni,  per scongiurare i rischi sopracitati insopportabili per un'economia già molto provata quale  la nostra.

 

On. Simone Valiante 

 

 Interrogazione a risposta scritta in Commissione: riforma del sistema delle banche di credito cooperativo (bcc)

 

-Al Ministro dell’Economia e delle Finanze-

 - Al Presidente del Consiglio dei Ministri -

Per sapere -  premesso che:

in vista della ormai prossima riforma del sistema delle banche di credito cooperativo (bcc) alla luce di alcune riflessioni scambiate con operatori del settore, sottopongo alla sua autorevole attenzione alcune considerazioni.

Le banche di credito cooperativo, nate dall'esperienza delle casse rurali,  ispirate alla cooperazione mutualistica, sono presenti da oltre 150 anni sul territorio, sopratutto al sud, contando circa 376 banche, 4.441 sportelli, 6 milioni di clienti e 1,2 milioni di socie,  raccolgono il piccolo risparmio e rappresentano spesso il vero ed unico interlocutore bancario locale.

Molti operatori del settore lamentano della riforma prospettata il rischio che quel tipo di banche, alterando completamente la loro essenza, omologandosi agli altri istituti di credito, diventino  non più  organismi autonomi e propositivi  con peculiarità specifiche e proprie ma semplici sportelli di altri istituti con un molto probabile esubero di circa 3000 unità di personale. 

Gli stessi rappresentati del settore ribadendo la non convenienza di dotarsi di struttura giuridica diversa da quella che i soci hanno liberamente scelto e mantenuto, sottolineano  che le difficoltà oggi per il sistema delle banche di credito cooperativo dipendono dalla contingenza economica di crisi che si protrae ormai da alcuni anni e dalla imprudente gestione di alcune  bcc, suggerendo per la ripresa di eliminare gli sprechi, potenziando il fondo di garanzia, utilizzare al meglio gli organismi di primo e di secondo livello, mettere in rete i servizi facendo economie di scala ripartendo proprio dallo spirito cooperativo come valore aggiunto.  Appare, pertanto,  necessario  salvaguardare la possibilità  e il diritto delle piccole banche ad occupare il mercato proprio perchè  maggiormente e storicamente utili alle comunità locali sopratutto in un momento storico  di "desertificazione" delle zone interne (oggi il 75% del territorio nazionale e il 25% della popolazione) e dei piccoli centri stesso  momento in cui, tra l' altro,  anche le Poste saranno quotate sul mercato azionario con eventuali conseguenze di  chiusura uffici. 
Ancora oscuri appaiono alcuni punti della riforma e della concretizzazione della stessa infatti in una nota del Presidente di Federcasse Alessandro Azzi, indirizzata ai presidenti e direttori delle bcc in data 3 settembre si legge che: "una fase storica del Credito cooperativo si va chiudendo" si parla genericamente di "ulteriore sviluppo della mutualità bancaria", di "contenuti discussi e condivisi", di "superare i limiti della piccola dimensione", di "perdita di qualche porzione di autonomia... in cambio di dosi maggiori di stabilità" e ancora "ciascuna bcc sarà libera di accettare o meno il modello  ma se deciderà di trasformarsi in spa o in popolare... perderà il patrimonio" come dire che chi non vuole sottostare dovrà andare via.

-         alla luce delle sopraesposte considerazione quale contributo concreto il suo Ministero e il Governo abbiano intenzione di apportare, auspicabilmente coinvolgendo gli istituti bancari toccati dalla riforma,  per tutelare e  preservare il mondo del credito cooperativo considerando il valore ed il ruolo che lo stesse ricopre  per contribuire allo sviluppo ed all'occupazione.

 On. Simone Valiante

 

Il mio intervento in Aula, di mercoledi 16 settembre,  e del collega Palazzotto, durante le commemorazioni di Angelo Vassallo.

 

SIMONE VALIANTE. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SIMONE VALIANTE. Grazie, Presidente. Intervengo soltanto per segnalare qualche imperfezione rispetto all’intervento del collega di SEL a proposito della vicenda che riguarda anche le commemorazioni di Angelo Vassallo. Ci tengo a fare delle precisazioni, da uomo di quel territorio che ha conosciuto e ha vissuto una parte importante della propria esperienza umana e politica a fianco di Angelo Vassallo. Innanzitutto, come mi ha dato occasione di ricordare anche il sindaco di Pollica, non era tecnicamente possibile, in questa fase, la costituzione in giudizio, da quello che mi dicono il comune e il sindaco, rispetto al processo « Due Torri bis ». Per quanto riguarda la commemorazione di Vassallo, il comune di Pollica ha fatto una serie di altre iniziative e quella sagra, alla quale si faceva riferimento, era una manifestazione molto cara ad Angelo negli anni. Quindi, vorrei che rispetto a queste vicende si strumentalizzasse poco. Inoltre, quando si richiama anche l’attività della fondazione noi siamo anche tutti curiosi di sapere quale livello di coinvolgimento c’è in quelle attività e nelle iniziative che mette in atto quella fondazione. Quindi, da questo punto di vista, il collega di SEL dovrebbe essere anche un po’ più documentato. Ma soprattutto – e concludo – in ordine al processo « Due Torri bis » noi siamo molto sensibili rispetto a quella vicenda. Io so da dove nasce quella vicenda, essendo stato io in consiglio provinciale con Angelo Vassallo a battermi contro quella vicenda, dalla quale poi è scaturito anche un processo molto complicato. Però, ricordo pure che su alcune questioni, come per esempio le liste elettorali presentate alle scorse elezioni regionali, sono state poche le voci a farsi sentire, anche rispetto a personaggi che in quella vicenda erano coinvolti e non mi pare che i partiti politici abbiano avuto un grande impegno e una grande attenzione, se non per qualche voce isolata. All’interno del PD, invece, quella battaglia l’abbiamo fatta e l’abbiamo fatta anche utilizzando, da questo punto di vista, la sensibilità e l’attenzione del vicesegretario nazionale Guerini. Quindi, io sono assolutamente sensibile rispetto ai richiami del collega di SEL... PRESIDENTE. Concluda, collega. SIMONE VALIANTE. ... e vorrei, però, che ci fosse un’attenzione complessiva dei partiti politici sul processo « Due Torri bis ». Non credo che quella vicenda appartenga solo al PD, ma credo che ci sia anche la necessità di un’attenzione maggiore e di una sollecitazione maggiore, se necessaria, verso chi di quella vicenda si sta occupando anche dal punto di vista giudiziario, perché vada a conclusione e si faccia chiarezza su una pagina oscura e difficile della provincia di Salerno.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Palazzotto. Ne ha facoltà.

ERASMO PALAZZOTTO. Grazie, Presidente. Il 5 settembre del 2015 abbiamo celebrato il quinto anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore. A Pollica, oramai da due anni, il 5 settembre non è una data come le altre, e purtroppo non per la salvaguardia della memoria di Angelo Vassallo. Da due anni, il 5 settembre, la pro loco del comune di Pollica, piuttosto che la celebrazione dell’anniversario dell’uccisione del sindaco pescatore, organizza la sagra del pesce azzurro. La lotta alla mafia è fatta anche, e soprattutto, dalla salvaguardia della memoria di chi è morto in nome della giustizia e della legalità, ed è fatta soprattutto di gesti simbolici. Salvaguardare la memoria di una figura come quella di Angelo Vassallo è un dovere improcrastinabile per chi oggi dice di continuare la sua opera seduto sulla poltrona di sindaco di quel comune, ma è fatta anche di fatti concreti, e in questa vicenda c’è qualcosa che è ancora più grave della semplice dimenticanza rispetto alla commemorazione di un fatto come l’omicidio di Angelo Vassallo. È fatta di fatti concreti che prevedono ad esempio la costituzione come parte civile nel processo « Due Torribis ». Un processo iniziato grazie alle denunce di Angelo Vassallo, denunce che non sappiamo ancora, visto che su questa vicenda non è stata fatta chiarezza, se sono quelle che hanno portato alla sua uccisione. Fatti concreti significa anche continuare il lavoro di Angelo Vassallo. Ad oggi, ci risulta che la fondazione Angelo Vassallo, presieduta dal fratello del sindaco pescatore, si è costituita parte civile nel processo « Due Torri-bis »; non ci risulta invece che il comune di Pollica, presieduto da un sindaco del Partito Democratico, che siede nell’Assemblea nazionale del Partito Democratico, si sia costituito parte civile, né che il Partito Democratico, che sarebbe titolato a farlo allo stesso modo, lo abbia fatto. Per questo noi oggi in questa Aula chiediamo che venga fatto un passo in più, chiediamo che il Partito Democratico e il comune di Pollica si costituiscano parte civile nel processo « Due Torri-bis ». Questo è un dovere morale per tutti noi, lo è ancora di più per chi rivendica la storia di Angelo Vassallo (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà)

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