Politica e territorio, la mia intervista a La Città

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Sanità. Valiante (Pd) “Occorre analizzare le problematiche assistenziali per risolverle al meglio”. Lettera ai presidenti delle regioni del Sud.

(Agenparl) – Roma, 11 Gennaio 2017 – Il deputato Pd Simone Valiante ha scritto una lettera aperta ai presidenti d Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria e Molise.

 
Illustri Presidenti, nei giorni scorsi la stampa ha sottolineato con molta enfasi il fatto che, per la sanità, la Campania è considerata ultima in Italia. Forse è vero, ma sul perché non ho trovato alcuna riflessione convincente.Io sono convinto che le cause di questa crisi siano molto lontane e non casuali o dovute a carenze di professionalità o di organizzazione. C’è forse anche una quota di questo e vedremo il perché. Ma il problema di fondo viene da molto lontano, da quando nacque il sistema sanitario nazionale e si decise il riparto del fondo nazionale sulla base della spesa storica. Tale criterio premiava vistosamente le regioni del nord, in quanto dotate di maggiori e più efficienti strutture, date le  migliori condizioni economiche del Nord del Paese. Questa decisione, nel tempo, subì critiche ed attacchi perché aveva in sé le condizioni per peggiorare le cose, anziché equilibrarle. Infine si decise di modificare il criterio della spesa storica, dopo aver accertato che il servizio sanitario a sud si era di molto aggravata rispetto al passato. Venne fuori, così, la riforma del riparto del fondo sanitario nel 2001. Con tale riforma si prevedeva un riparto riferito all’età media dei cittadini delle regioni. In questa nuova soluzione che ripeteva la condizione precedente per vie diverse. Infatti, nessuno ha provato mai che il rapporto diverso di condizioni del riparto tra nord e sud sia stato basato su un’analisi di diversa entità di richiesta di prestazioni sanitarie. Tanto è vero che le maggiori risorse hanno consentito al nord di avere più strutture è più qualificate. Basta verificare il sistema di mobilità da sud verso nord. Non escludo che a nord ci sia stata una migliore gestione (anche però con illeciti arricchimenti). Nessuno, però, ha conosciuto in dettaglio il rapporto, a Nord e a Sud, il rapporto tra prestazioni pubbliche e private e la tipologia delle prestazioni. Per fare, quindi, le graduatorie Nord-Sud, si dovrebbe attuare un diverso sistema di riparto del fondo nazionale, non soltanto sull’età media. Un criterio di riparto più equo potrebbe essere un riparto del fondo nazionale che sia effettuato per il 50% sull’età media e 50% sul reddito medio. E’ questa una soluzione la cui proposta era quasi definita nella commissione bilancio interregionale nel 2007/8. Poi non è stata più ripresa. Così abbiamo assistito soltanto ad una riduzione progressiva di strutture pubbliche e di personale. Quale economia si è realizzata dal blocco della turnazione del personale? Si sono fatti crescere a dismisura i compensi dei medici in servizio (straordinari, convenzioni) e si sono impinguate, oltre ogni limite, le strutture private. Nei giorni scorsi ho inviato ai miei colleghi parlamentari una interpellanza parlamentare che chiede al Governo di affrontare in maniera più approfondita e strutturale una questione decisiva per il futuro del Mezzogiorno e del nostro Paese. Soltanto partendo dalla verifica e soluzioni di questi problemi si può procedere a formulare graduatorie e comprendere anche quali soluzioni porre in essere.

 

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